Edilizia e manifattura additiva: perché stampare una casa in 3D

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Quante volte ci è capitato di leggere un articolo riguardante la realizzazione di una casa stampata in 3D? Sicuramente si tratta di uno degli argomenti, relativi all’ambito della manifattura additiva, più affrontati.

Ogni anno vengono raggiunti in questo campo nuovi traguardi. In questo articolo non vogliamo però parlare di un caso particolare o di un nuovo record, ma di quali sono i reali vantaggi a cui potrebbe portare l’incontro fra edilizia e manifattura additiva. Insomma, perché stampare una casa in 3D anziché utilizzare i metodi tradizionali?

Vantaggi dell’utilizzo della manifattura additiva nell’edilizia

Riduzione dell’impatto ambientale ed economico

IMMAGINE TRATTA DA blog.heidelbergcement.com

Stampare una casa in 3D consente innanzi tutto di avere un risparmio sull’utilizzo di materiale. Questo comporta di conseguenza una riduzione dell’inquinamento prodotto – anche fino al 50% – oltre che un risparmio economico. Le stampanti 3D depositano infatti il materiale solo dove è necessario ai fini della resistenza strutturale.

Bisogna a questo punto fare una precisazione. A oggi il materiale utilizzato per la realizzazioni di case tramite la stampa 3D è principalmente il calcestruzzo, è quindi evidente che utilizzandone una minor quantità si abbia un inquinamento inferiore. Sono stati però realizzati anche progetti che hanno impiegato materiali di per sé ecosostenibili, come ad esempio la terra.

Maggiore rapidità di realizzazione

Immagine tratta da www.futuroprossimo.it

Un altro fondamentale vantaggio della stampa 3D è la velocità. Il passaggio dal progetto alla realizzazione è infatti praticamente immediato, una volta che è stato realizzato il disegno 3D.

Anche le tempistiche della realizzazione stessa sono più contenute, soprattutto se si considerano edifici di piccole-medie dimensioni. Nel 2021, ad esempio, ci sono volute solo 18 ore per realizzare, tramite la stampa 3D, le pareti di una scuola in Malawi.

Un nuovo modo di progettare

Bisogna aggiungere inoltre che la manifattura additiva è l’unica ad oggi che permetta di realizzare direttamente strutture con parti cave, senza necessità di una post lavorazione. Questo significa che impianti elettrici, tubature e condotti di aereazione potranno essere ideati in fase di progettazione e realizzati direttamente durante stampa.

Oggi come oggi ci sono tuttavia due motivi che limitano l’utilizzo di questa tecnologia nel campo dell’edilizia. In primo luogo al momento la stampa 3D è conveniente nella costruzione di abitazioni fino a un massimo di 3-4 piani, per edifici più grandi il rapporto costi/benefici comincia a essere meno incisivo.

Ma soprattutto è necessario affrontare la questione della formazione di ingegneri, architetti e maestranze per la realizzazione di edifici per mezzo di questa tecnologia. Bisogna insomma educare a nuovi metodi di progettazione e costruzione.

Come abbiamo anticipato, ad oggi i materiali utilizzati per stampare 3D è principalmente il calcestruzzo. Vediamo allora qualche caso concreto.

Stampare una casa in 3D in calcestruzzo

Negli ultimi anni le costruzioni realizzate tramite la stampa 3D in calcestruzzo sono state molte, si potrebbero quindi ricordare diversi casi ed esempi. Tuttavia è nel 2021 che questo metodo di costruzione si è affermato con decisione anche in Europa, vogliamo quindi concentrarci su due progetti realizzati lo scorso anno.

Immagine tratta da techprincess.it

La prima abitazione si trova a Eindhoven, in Olanda, e si chiama Milestone Project. Si tratta di una casa realmente abitata ed efficiente dal punto di vista energetico. L’edificio, costituito da un solo piano, misura 94 metri quadri ed è stato creato dall’impresa di costruzioni Saint-Gobain Weber Beamix in collaborazione con la Eindhoven University of Technology e la società immobiliare Vesteda.

I 24 elementi in calcestruzzo sono stati stampati, nel corso di 120 ore, all’interno di uno stabilimento, per poi essere collocati successivamente nel luogo riservato all’abitazione.

Immagine tratta da www.replicatore.it

Sempre nel 2021 è stato invece realizzato dalla società PERI in Germania, a Beckum, un edificio a due piani di 160 metri quadrati. Gli ideatori del progetto hanno utilizzato la stampante 3D BOD 2 di COBOD, per realizzare i blocchi che sono andati poi a comporre la casa. Il fatto che si tratti di una struttura su più piani rende questa costruzione particolarmente interessante.

Il processo che potrà portare ad una affermazione della stampa 3D, come metodo per costruire case e più in generale come strumento per l’edilizia, sembra quindi trovare di anno in anno nuove conferme.

Per saperne di più su questo argomento contattaci!

Oppure guarda il video qui sotto, relativo al progetto realizzato in Germania.

 

*Immagine di copertina tratta da blog.heidelbergcement.com

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